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I “caregivers”: figli badanti per necessità e per amore

Il mondo è cambiato, e con esso anche molti dei ritmi della nostra vita. Anche in Italia, come in molti altri Paesi occidentali, l’età media delle persone si è allungata ed è sempre più frequente che i figli, una volta adulti, debbano fare da badanti ai propri genitori. Questo è un dato di fatto sempre più evidente anche nel nostro Paese, dove si vive di più ma dove purtroppo si invecchia anche peggio. Una volta oltrepassati i 65 anni di età è lecito sperare di avere ancora qualche anno di autosufficienza, ma questo non può durare a lungo.

In media in Italia si parla di 8 anni, un tempo molto più breve rispetto a quello del Nord Europa, ad esempio. Moltissimi sono gli anziani che si ammalano di Alzheimer, o di altre malattie fortemente invalidanti che richiedono quindi un’assistenza costante e continua. Questo è il motivo per il quale molti figli devono improvvisarsi badanti dei propri genitori. Da un certo punto di vista in questo non c’è nulla di male, anzi, è il cerchio della vita che compie il suo corso. Così come un padre, o una madre, quando i figli sono piccoli si occupano di loro, gli danno da mangiare, li vestono e li curano se stanno male, lo stesso fa un figlio quando il proprio genitore non riesce più a badare a se stesso. Psicologicamente però la situazione è molto diversa. Un figlio piccolo crescerà, un giorno diventerà autonomo; un genitore anziano inevitabilmente un giorno ci lascerà in modo definitivo. Nel momento in cui si deve elaborare il distacco dalla propria madre o dal proprio padre, ecco che invece ci troviamo a passare più tempo con loro. Questo può causare dei traumi anche notevoli, ma non solo: c’è un altro aspetto da considerare ed è quello economico. Una persona che si occupa di un genitore malato non ha alcun riconoscimento, se non magari la piccola pensione che percepisce il genitore stesso e che viene annullata nel momento in cui si decida di ricoverarlo in una struttura. Molto spesso quindi la decisione di accudire i genitori anziani non è una scelta, ma una necessità, poiché non si possiedono sufficienti risorse per retribuire un badante di professione. Ecco dunque che il popolo dei “caregivers”, questo il termine che in America viene usato per indicare i figli che curano i genitori, aumenta di giorno in giorno. In Italia si parla di un milione di persone che si occupano di anziani, tanti quanti sono i badanti retribuiti, in nero o regolarizzati. Tutto questo si può tradurre in una piaga sociale non indifferente se lo Stato non troverà al più presto un modo per aiutare le famiglie che si trovano in questa situazione. Assistere un malato giorno e notte, un malato che spesso non è nemmeno più in grado di riconoscere la persona che si sta prendendo cura di lui, può essere davvero devastante e condurre in breve a stati depressivi. Inoltre all’assistenza si deve aggiungere la mole di impegni quotidiani, magari anche dei figli piccoli di cui ugualmente avere cura. Sono molte le patologie psichiatriche che possono derivare dal vivere in questa condizione, patologie di cui spesso nemmeno ci si accorge. Molte persone avrebbero bisogno di aiuto, ma non lo chiedono e si fanno forza andando avanti coraggiosamente. Sarebbe però opportuno che venissero emanate leggi che possano alleggerire il pesante carico che sono costrette a portare.