A+ A A-

Chi si deve occupare dei genitori anziani?

Un problema sempre più avvertito nella nostra società contemporanea, legato all’allungarsi della vita media delle persone, è quello di chi debba occuparsi di un genitore anziano. Da un punto di vista completamente teorico la soluzione è molto semplice: così come un genitore si occupa dei suoi figli, allo stesso modo i figli, quando è il genitore ad avere bisogno di aiuto e di assistenza, devono occuparsi di lui. Ma sappiamo bene come in pratica le cose spesso vadano molto diversamente; sovente accade che uno solo dei fratelli, o delle sorelle, si faccia carico dell’assistenza  ai genitori anziani mentre gli altri se ne lavano le mani del tutto o in parte. Le scuse che vengono addotte sono più o meno sempre le stesse: o la lontananza fisica, perché magari il soggetto in questione si è dovuto trasferire altrove per motivi di lavoro, o i troppi impegni.

Così finisce che una sola persona si trovi a doversi occupare di tutte le necessità del genitore anziano, che magari non è nemmeno più autosufficiente. La domanda è: la legge cosa dice in proposito? Ci sono delle tutele legali, cioè, che obbligano i figli a prendersi cura dei genitori? La risposta è sì, ma va analizzata con la dovuta attenzione. La questione dell’assistenza ai genitori comprende infatti due aspetti molto diversi per quanto complementari. Il primo è quello puramente economico, nel momento in cui i genitori anziani non abbiano fonti di denaro sufficienti a garantire loro una sopravvivenza dignitosa. Il secondo aspetto è quello squisitamente morale, che vorrebbe che un figlio non voltasse mai le spalle al proprio padre o alla propria madre solo perché questi non sono più in grado di badare a loro stessi. Rispetto al sostentamento economico la legge parla chiaro: tutti i figli sono obbligati a prendersi cura del fabbisogno dei genitori se questi non sono in grado di soddisfarlo in autonomia. Ogni figlio però deve farlo in base alle sue possibilità oggettive. Se un figlio si rifiuta di contribuire al mantenimento dei genitori, dunque, si configura un vero e proprio reato, per cui il fratello o la sorella può rivolgersi ad un giudice per chiedere che venga dato il dovuto. Sarà poi il giudice a stabilire quanto ogni figlio deve versare. Se uno dei figli si rifiuta (e in questo caso non ci sono scuse che tengano, neppure la lontananza geografica) si incorre nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, che come pena può prevedere la reclusione fino ad un anno e una multa che va da un minimo di 103 ad un massimo di 1032 euro. Fin qui è tutto chiaro: riguardo la questione morale la situazione si complica. La legge prevede una pena per chi abbandona una persona bisognosa di assistenza, tanto che si tratti di un bambino, o di un anziano, o di qualunque altro soggetto incapace di badare a se stesso. La reclusione prevista va da un minimo di sei mesi ad un massimo di cinque anni, e in genere la pena è più grave se l’abbandono avviene da parte di un familiare. Però è anche vero che sporgere denuncia verso un fratello non è così semplice o automatico: in genere il genitore non è abbandonato a se stesso, c’è qualcuno che se ne prende cura e il fratello lo sa benissimo. Soprattutto si rischia di turbare degli equilibri molto fragili, per cui il dialogo sarebbe sempre preferibile alle vie legali.