Comunicato Stampa n. 13/2009

Dalla Palestina al Santobono: due bambine recuperano l'udito con gli impianti cocleari

Data di pubblicazione:
Martedì 01 SETTEMBRE 2009 Ore 15:18:00

DALLA PALESTINA AL SANTOBONO: DUE BAMBINE
RECUPERANO L’UDITO CON GLI IMPIANTI COCLEARI


Sondos M. ha 4 anni ed abita ad Atara, Sima M. ne ha 6 e vive a Biddu. Due bambine con molti punti in comune: entrambe provengono dalla provincia di Ramallah (Palestina), entrambe hanno il papà operaio, entrambe sono state colpite da una sordità prelinguale.
Sondos a seguito di una febbre molto alta durata diversi giorni; Sima, nata prematura a otto mesi, ha perso l’udito in incubatrice dopo una forte anemia e complicazioni polmonari.
Al Hadasa Hospital i genitori di Sondos hanno appreso che l’apparecchio per la figlia sarebbe costato loro circa 38mila dollari, e il papà, che guadagna meno di 2mila shekel al mese (pari a circa 400 euro), non sapeva a chi rivolgersi. Per la mamma di Sima, invece, il parere dei medici dell’Ospedale di Betlemme era incerto: alcuni sostenevano che alla bambina occorresse solo un percorso logopedico, altri un vero e proprio apparecchio.
Nella scuola di logopedia di Ramallah, poi, i genitori di Sondos sono venuti a contatto con i bambini operati nel tempo, con successo, a Napoli. Così come è accaduto ai genitori di Sima.
Di qui, la segnalazione al Commissario regionale della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, Lidia Genovese, arrivata dalla mediatrice interculturale Souzan Fatayer, che si è recata, stamane, all’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon di Napoli, con l’Assessore alle Politiche sociali della Regione Campania, Alfonsina De Felice, per partecipare all’attivazione dei due impianti cocleari (che forniscono impulsi elettrici direttamente alle fibre del nervo acustico, bypassando le cellule ciliate danneggiate) innestati, rispettivamente il 29 e il 31 luglio scorsi, dai professori Antonio Della Volpe, responsabile del Ssd di Chirurgia protesica della sordità e Nicola Mansi, direttore della unità di Otorinolaringoiatria.
“E’ inspiegabile la gioia - commenta il Commissario regionale della Fbnai, Lidia Genovese, promotrice dell’intero percorso di accoglienza e di degenza delle due piccole pazienti - che ti prende quando le due bambine iniziano a sentire i primi suoni e poi, pian piano, ad ascoltarli e a comprenderli. Dai loro occhi e dai loro movimenti ti accorgi che “ritornano” al mondo, come se fossero rinate, e capisci che tale opportunità offerta dagli impianti cocleari e dall’eccellente lavoro di squadra del Santobono vale tutto l’impegno profuso per farle arrivare a Napoli e per prenderle in cura”.
“La qualità assistenziale dell’Ospedale Santobono - aggiunge l’Assessore De Felice - è nota nell’intero bacino del Mediterraneo ed è destinata a crescere. Un gioiello della nostra sanità pubblica, delle professionalità che vi lavorano e che ho visto commuoversi assieme a noi per la meravigliosa riconquista della piena attività da parte di queste due bimbe. So di altre splendide realtà ospedaliere in Campania,
particolarmente attive verso l’infanzia. La buona sanità esiste davvero”.
“Infatti, un’altra buona notizia - conclude Genovese - ci è appena arrivata dal professore di Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi, Carlo Vosa, che proprio oggi ci ha confermato il buon esito del secondo intervento sul cuoricino del piccolo Hasan, un bambino iracheno affetto da una grave malformazione genetica, preso in cura dalla Fondazione e finalmente fuori pericolo”.

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